"Nella medicina integrata ogni malattia è considerata un  prezioso aiutante perché è una reazione messa in atto dal nostro stesso corpo per guarirci. Per Fabio è stato così: il ‘mal di vela’ ha innescato un vero e proprio risveglio della sua vita.
Ecco come. Fabio è nato a La Maddalena, dove ha iniziato a scorrazzare per le isolette sarde col padre, che già a due-tre anni lo portava insieme al fratello su un gommone, anche col mare agitato. L’infanzia per lui è terra, animali, bacche in bocca, piante, sapori, giochi di campagna, contatto diretto e a volte implacabile con la natura. Cresciuto temprato da queste asprezze, Fabio ha una salute di ferro che però, una decina di anni fa, è compromessa da ‘una grave malattia’, soprannominata: la ‘velite’. Fino ad allora aveva conosciuto il mare solo su gommoni e motoscafi, considerando la vela un po’ snob. Ma una vacanza del destino gli fa cambiare idea. S’innamora del vento, inizia a documentarsi sull’andare a vela, pratica in ogni occasione, fino a meditare un vero e proprio ritorno alla vita di mare. La patente nautica l’aveva già. A questo punto fa il salto, conseguendo la patente a vela senza limiti. Vive estati di ferie emozionanti, al timone e non solo, finché non basta più. Cambiare vita è un’idea che s’insinua piano piano, nelle pieghe di un'attività lavorativa intensa ma povera di adrenalina. Sogna in grande ma nella realtà ha paura. Ed ecco il mio ruolo, nella sua vita: inizio a ricordargli che è motorista navale, il tempo che ha passato in capitaneria di porto da direttore di macchina e, soprattutto, il magnetismo che attiva come una calamita quando è in barca. Mi ha sempre colpito la partecipazione che crea il suo entusiasmo: quando è in mare piace a tutti, la sua gioia è travolgente e contagiosa. In mare, il suo cuore pulsante è a casa. E sulla barca, ora, è - più che uno skipper - un perfetto padrone di casa, che mette a disposizione ogni sua dote accessoria: solido e agile, sempre sorridente e sicuro, aggiusta ogni cosa con innata manualità, pesca e fa divertire tutti. Delfini compresi”.
Valentina racconta Fabio